Sanzioni diverse per fatti simili
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Non è obbligatorio imporre la stessa sanzione a tutti i lavoratori coinvolti negli stessi fatti.
La scelta di una sanzione specifica tra tutte quelle previste dal contratto collettivo applicabile è una competenza esclusiva della direzione dell'azienda. Tuttavia, questo potere non è assoluto ed è condizionato da due principi:
- Tipicità. Il fatto deve essere preventivamente definito come una violazione nel contratto collettivo applicabile o nella legge.
- Legalità. Anche la sanzione inflitta deve essere prevista dalla legge o dal contratto.
In generale, non è obbligatorio che fatti identici portino sempre alla stessa sanzione per tutti i lavoratori coinvolti. Il trattamento differenziato è pienamente lecito e non discriminatorio, purché ci siano ragioni oggettive che lo giustifichino.
Perché una sanzione diversa per lo stesso fatto sia valida, l'azienda deve applicare un criterio individualizzante basato sui seguenti fattori:
- La categoria professionale e la responsabilità. Non è possibile confrontare il comportamento di un subordinato con quello di un responsabile, poiché quest'ultimo ha un dovere superiore di lealtà e deve dare l'esempio.
- Fattori di graduazione. L'anzianità, il tipo di contratto di lavoro e le circostanze personali dell'infrazione influenzano la gravità della violazione.
- Assenza di discriminazione. La differenza di trattamento è illegale solo se si basa su motivi discriminatori (come malattia o ritorsioni per aver reclamato un diritto).
In definitiva, l'azienda conserva la facoltà di graduare la risposta disciplinare - sempre nei limiti del contratto collettivo - in base alle circostanze di ciascun dipendente. In ogni caso, in caso di differenze tra dipendenti, deve spiegare e documentare il motivo.
I nostri professionisti saranno lieti di informarla su qualsiasi dubbio riguardante il potere disciplinare e le sanzioni ai lavoratori.
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